IL NOME DELLA CITTÀ DI BERGAMO
È ETRUSCO

Massimo Pittau

L'ultima presa di posizione rispetto al toponimo Bergamo è, se non vado errato, quella di Carla Marcato, nel Dizionario di Toponomastica Italiana(1): «è di etimo incerto».
Per il vero molti autori hanno connesso questo toponimo, in latino Bergomum, Bergume, Bergame, Bergamum,-s (Pergamum nell'Anonimo Ravennate), al greco pérgamon,-s «rocca, roccaforte, cittadella», in ciò confortati anche dalla posizione della Bergamo vecchia, che era ed è situata sulla cima di una alta collina che si staglia nettamente sulla zona circostante. C'è da osservare che questa connessione compare già in epoca antica, dato che risulta implicita in una notazione che Plinio il Vecchio (N.H., III, 21, 123) attribuisce a Cornelio Alessandro: originem gentis (....), quam docet Cornelius Alexander ortam e Graecia interpretatione etiam nominis vitam in montibus degentium «origine della gente (....), che Cornelio Alessandro insegna nata dalla Grecia, anche in virtù della etimologia del nome [dei Bergamaschi] come di quelli che conducono la vita nei monti».
Alcuni degli stessi autori moderni che hanno connesso il toponimo Bergamo al greco pérgamon, hanno chiamato in causa, a titolo di corradicalità, anche il gotico bairgam e il germanico berg «monte» ed hanno pensato ad una origine paleoligure del toponimo(2).
Ciò premesso, dico che anche io ritengo valida la connessione del nostro toponimo con l'appellativo pérgamon. Questo appellativo greco esisteva anche come toponimo a Troia, a Creta, nella Macedonia, nella Misia e pure nella Lidia e dai linguisti moderni viene unanimenente considerato un prestito forestiero(3). Però a me sembra che la sua connessione col gotico bairgam e col germ. berg non sia affatto da respingere.
Ma allora sorge spontanea questa domanda: chi mai poteva aver introdotto nel cuore della pianura padana l'appellativo greco-anatolico pérgamon,-s «rocca, roccaforte, cittadella»? Non c'è altra risposta alternativa a questa domanda: solamente gli Etruschi potevano aver importato nella Padania quell'appellativo greco-anatolico, essi che venivano dalla Lidia nell'Asia Minore e che nel secolo VI avanti Cristo avevano dilagato nella pianura padana, fondando le città di Felsina (Bologna), Mutina (Modena), Mantua (Mantova) e probabilmente anche Parma.
A favore di questa mia considerazione di carattere storico generale interviene una notevole prova strettamente linguistica: nel materiale linguistico etrusco che ci è stato conservato compare a Chiusi, Perugia e Vulci anche il gentilizio, masch. e femm., Percumsna, Percumsnei (Cl 1.856, 857, 2283; Pe 1.826, 827, 828, 829, 1139; Vc 0.46)(4). Questo stesso gentilizio compare ancora a Chiusi, ma scritto in grafia latina, come Pergomsna (Cl 1.1057) e di recente è stata rinvenuta anche la variante Bercomsna (REE 64 num. 19)(5). Ebbene la connessione fra questo gentilizio etrusco e il toponimo Bergamo si impone del tutto facilmente da sé. C'è soltanto da ricordare che l'etrusco non conosceva la esplosiva bilabiale sonora B, alla quale invece corrispondeva quella sorda P. Inoltre c'è da interpretare che il gentilizio etrusco Percumsna in origine fosse un cognomen avente il significato originario di «nativo od originario di Bergamo» oppure di «frequentatore di Bergamo o dei Bergamaschi».
C'è un noto passo di Giustino (XX, 5, 8), il quale narra l'espulsione che i Galli fecero degli Etruschi dalla pianura padana: Galli.... cum in Italiam venissent, sedibus Tuscos expulerunt et Mediolanum, Comum, Brixiiam, Veronam, Bergomum, Tridentum, Vincentiam condiderunt.
Mi sembra evidente che in questo passo non si può prendere alla lettera il verbo condere «fondare» riferito a Bergomum, più di quanto non lo si può prendere alla lettera rispetto a quasi tutte le altre città. A Bergomum i Galli avranno semplicemente costituito un loro stanziamento, mentre la posizione felice del sito spinge a ritenere che lo stanziamento umano sulla cima della collina di Bergamo sia di molto anteriore all'arrivo dei Galli. Ed infatti Plinio (loc. cit.) continua dicendo che In hoc situ interiit oppidum Oromobiorum Parra, unde Bergomates Cato dixit ortos «In questo sito scomparve la città degli Oromobi Parra, da cui Catone disse che sono nati i Bergamaschi».
Concludendo, a me sembra molto probabile che la denominazione della città di Bergamo sia da attribuire agli Etruschi della Valle Padana; denominazione - lo preciso e lo sottolineo - non fondazione. Il fatto che la denominazione degli Etruschi si sia imposta ed affermata è una circostanza del tutto consentanea al ruolo di grandi acculturatori che gli Etruschi hanno esercitato in tutta Italia, anche nella Padania.
D'altra parte è anche possibile che l'appellativo etr. *Percum/Bergomum non sia altro che la "traduzione" del precedente nome della città Parra, il quale sarà stato paleoligure oppure anche leponzio.


N O T E

1) Torino, UTET, 1990.
2) Cfr. C. Battisti, Sostrati e parastrati nell'Italia preistorica, Firenze, Le Monnier, 1959, pagg. 29, 323, 332, 336; D. Olivieri, Dizionario di toponomastica lombarda, Milano, 1931, II ediz., Milano, Ceschina, 1961, sub voce.
3) Cfr. H. Frisk, Griechisches Etymologisches Wörterbuch, I-III, II ediz., Heidelberg, 1973; P. Chantraine, Dictionnaire Étymologique de la Langue Grecque - Histoire des mots, I-II, Paris, 1968-1980, sub voce; A. J. Van Windekens, Le Pélasgique, Louvain, 1952, pagg. 131-132; D. A. Hester, Pelasgian - A new indoeuropean language?, in «Lingua», XIII (1965), pag. 363.
4) Sigle dell'opera di H. Rix, Etruskische Texte, Editio Minor, I Einleitung, Konkordanz, Indices; II Texte, Tübingen, 1991.
5) Thesaurus Linguae Etruscae, I Indice lessicale, Roma, 1978, pag. 386; H. Solin - O. Salomies, Repertorium nominum gentilium et cognominum Latinorum, Hildesheim-Zuerich-New York, 1988, pag. 140.

MASSIMO PITTAU
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