SIENA ETRUSCA O ROMANA?

 

Da un breve articolo di Marco Gasperetti, intitolato «Siena fondata dai Romani - Il segreto delle origini nelle viscere del Duomo», pubblicato nel Corriere della Sera del 10 aprile 2003, nella pagina dedicata alla "cultura", traggo i seguenti brani: «Il segreto della nascita di Siena si celava in un pozzo nascosto nelle viscere del Duomo a duecento metri da Piazza del Campo. Qui, gli archeologi dell'Università hanno trovato i resti del rito propiziatorio romano celebrato per la fondazione della città, avvenuta nel I secolo dopo Cristo [ma ritengo che sia intervenuto un lapsus e sia invece da leggere avanti Cristo]. Dunque, con ogni probabilità Siena non fu fondata dagli Etruschi, come si credeva, ma dai Romani (...)». «Il pozzo romano, a pianta quadrata, è venuto alla luce durante lo scavo al di sotto del transetto del Duomo - racconta l'archeologa Marie Ange Causarano -.(...) Abbiamo trovato gli scheletri di tre cani, un bracco, un segugio e un terzo non identificato e sotto di loro quello di un cavallo. I cani erano stati macellati e tagliati in tre parti lungo il tronco prima di essere deposti nel pozzo, un rituale votivo che i Romani compivano quando fondavano una nuova città».

Mio commento della notizia. Premetto che i miei studi linguistici, volti come sono in direzione prevalentemente storica, mi hanno fatto incontrare spesso gli archeologi. Tra questi mi è capitato di incontrare anche una speciale categoria di archeologi, quelli che mostrano di essere fortemente, anzi esclusivamente attaccati alle "cose" che essi trovano, studiano ed interpretano: scheletri di uomini e di animali, tombe, case, templi, vasi, statue, armi, punte di frecce, ecc. ecc.; "cose" che essi ovviamente privilegiano e quasi divinizzano, finendo col non prestare alcuna attenzione ad altre importanti testimonianze storiche, ad esempio alle notizie storico-letterarie e soprattutto alle testimonianze linguistiche.

Ebbene, proprie le testimonianze linguistiche, le chiarissime testimonianze linguistiche, spazzano via irrimediabilmente la nuova "scoperta archeologica", quella della fondazione di Siena da parte dei Romani nel I secolo avanti Cristo.

Nel materiale linguistico etrusco che possediamo risulta ampiamente documentato il gentilizio Senate, la cui versione latina era Senatius e che i linguisti da tempo hanno interpretato come sorto da un originario cognomen, il quale in origine significava «nativo od originario di Siena». Questo gentilizio etrusco risulta documentato in iscrizioni non datate, ma relativamente recenti (IV-I sec. a.-d.C), ma anche in una che risale al III secolo a. C. (At 2.28). Ma molto più notevole è l'altro gentilizio maschile etrusco Seina, il quale è da confrontare con quelli lat. Saena, Saenius, nonché col toponimo S(a)ena Iulia = «Siena». Pure questo gentilizio viene documentato in iscrizioni non datate, relativamente recenti, ma esso è documentato anche in un'iscrizione che risale addirittura al V secolo a. C. (OB 2.11). Questi due gentilizi etruschi dunque sono di alcuni secoli precedenti alla supposta fondazione romana di Siena nel I secolo a.C. e quindi tolgono qualsiasi fondamento a questa supposizione.

D'altra parte è un fatto che tutto il territorio di Siena è costellato di innumerevoli siti e reperti archeologici etruschi e pure di iscrizioni in lingua etrusca. Nell'importante opera di Helmut Rix, Etruskische Texte, Editio Minor, I Einleitung, Konkordanz, Indices; II Texte, Tübingen, 1991) risultano ben 20 pagine che riportano 541 iscrizioni etrusche che sono state rinvenute nell'Ager Saenensis, di cui le prime 8 sono state rinvenute proprio a Siena.... E questo solo fatto è già del tutto sufficiente per convalidare la tesi tradizionale della fondazione di Siena da parte degli Etruschi e non da parte dei Romani.

«Ma - mi si domanderà - e le "cose" rinvenute nel pozzo del Duomo di Siena, cioè gli scheletri dei tre cani tagliati in tre parti lungo il tronco, secondo un rituale votivo che i Romani compivano quando fondavano una nuova città»? La mia riposta è questa: tutti sappiamo che perfino la fondazione di Roma - è indifferente che sia realmente storica oppure leggendaria - è stata fatta secondo il rituale etrusco (ritu etrusco): solco della cinta tracciato da un aratro tirato da un toro e da una vacca, con sollevamento dell'aratro nel sito destinato alle porte della città. Ebbene è del tutto ovvio pensare che i Romani abbiano derivato dagli Etruschi anche il rito del sacrificio dei cani.... (Probabilmente i cani venivano sacrificati, affinché diventassero i custodi del nuovo insediamento umano).

E finendo si deve precisare che di fondazione di città gli Etruschi se ne dovevano intendere, dato che ne avranno fondate non poche, essi che erano arrivati ex novo in Italia, provenendo dalla Lidia nell'Asia Minore, secondo la antica e larga tradizione tramandata da Erodoto e da altri trenta autori greci e romani.

Massimo Pittau