SCRITTE NURAGICHE, NON ETRUSCHE
Nel mio recente libro «Il Sardus Pater e i Guerrieri di Monte Prama» (Sassari 2009, II edizione migliorata e ampliata, ottobre 2009), ma anche nella mia precedente «Storia dei Sardi Nuragici» (Selargius, ediz. Domus de Janas, 2007) ho presentato e commentato alcune scritte che risultano negli stipiti del nuraghe Rampinu di Onifai-Orosei. Sono trascritte in lettere dellalfabeto greco, ma dato che nessuno di quei presunti vocaboli è spiegabile con basi lessicali della lingua greca, ho concluso che si tratta di scritte nuragiche, ma trascritte in alfabeto greco.
Senonché nei giorni scorsi si è tentato di dimostrare che le scritte del nuraghe Rampinu in realtà sono una sola iscrizione e questa sarebbe etrusca. Però io controbietto che quelle scritte non possono essere una iscrizione etrusca per le seguenti precise e sostanziali ragioni:
1) La scrittura etrusca aveva un andamento sinistrorso, ossia procedeva dalla destra alla sinistra, mentre le scritte di quel nuraghe sono destrorse, come dimostra chiaramente la direzione delle tre stanghette orizontali della E (e questa considerazione vale anche per la siglia BE del Nuraxi di Barumini
.).
2) La lingua etrusca ignorava il fonema indicato dal beta greco, mentre in una di quelle scritte è presente appunto il beta greco. È ben vero che il beta compare negli alfabetari degli Etruschi, ma ciò non implica affatto che essi lo pronunziassero e adoperassero; fatto che sanno tutti gli specialisti di lingua etrusca. Allo stesso modo noi Italiani abbiamo nelle tastiere delle nostre macchine da scrivere e dei computers alcune lettere straniere, che però noi non adoperiamo mai, fuorché in rarissime circostanze.
3) Gli Etruschi scrivevano anche le vocali e non operavano dunque come i Fenici che le sottintendevano sempre.
4) È del tutto illegittimo e fuorviante tentare di tradurre iscrizioni etrusche facendo preciso e stretto riferimento alla lingua greca.
5) Nessun etruscologo - neppure quelli che ritengono essere anche letrusco una lingua indoeuropea ha mai affermato che il greco e letrusco sono due lingue strettamente affini tra loro.
6) È senzaltro molto difficile accettare la supposizione che su un nuraghe, ossia sul monumento classico degli antichi Sardi, risulti incisa ed essa sola - una iscrizione etrusca.
7) Laffermazione secondo cui quella del nuraghe Rampinu sarebbe una iscrizione etrusca in caratteri greci non è altro che una tautologia ed inoltre un truismo, dato che tutti gli specialisti sanno che lalfabeto etrusco non è altro che quello greco semplicemente rovesciato, ossia con direzione sinistrorsa.
8) Io non intendo entrare nel merito delle cosiddette iscrizioni etrusche del greto del Tirso per il fatto che sulla questione è stato di recente aperto un procedimento giudiziale.
Se qualcuno intende ancora replicare a queste mie brevi considerazioni, per favore risponda in maniera puntuale e sintetica come sto facendo io - e non con lunghissime dissertazioni. Fra i linguisti è del tutto noto che una tesi tanto più è accettabile, quanto più breve è la sua dimostrazione, e viceversa, tanto meno è accettabile quanto più lunga è la sua dimostrazione. In questo secondo caso una lunga e lunghissima dimostrazione è paragonabile a una serie di stampelle, con le quali tenta di reggersi e di procedere una tesi fortemente zoppicante.