Che personaggio però!

 
L’amico Franco Laner mi ha mandato il seguente estratto di un articolo del dott. Alessandro Usai, funzionario della Sovrintendenza Archeologica della Sardegna:
 
10. Chi vuole documentarsi su un falso accertato e di dominio pubblico consulti nel volume 9 (tomo 2) della serie "L'Africa Romana" (Sassari 1992) gli interventi di Massimo Pittau (pp. 637-644) e di Lidio Gasperini (pp. 645-649): il primo dilettante di lingua ed epigrafia etrusca, il secondo specialista della materia. Buon divertimento!
 
In sole quattro righe guardate che cosa è riuscito ad infilare questo ameno personaggio:
1) L’Usai dice una falsità quando parla di un «falso accertato e di dominio pubblico». Quella mia relazione su una iscrizione trovata ad Allai io l’ho presentata subito dopo nel Sodalizio Glottologico Milanese – uno dei più autorevoli di tutta Europa - ed è entrata pacificamente nei suoi Atti ufficiali (vol. XXXIII-XXXIV, 1992 e 1993, Milano 1994, pagg. 200-210).
2) L’Usai dice un’altra falsità quando sostiene che Lidio Gasperini è uno “specialista di lingua etrusca”, mentre in realtà egli è uno “specialista di lingua latina”, che di lingua etrusca non si è mai interessato a livello scientifico.
3) L’Usai non ha nemmeno saputo leggere il testo che ha citato. Infatti, nella diatriba sorta fra me e il Gasperini circa l’autenticità di quella iscrizione, l’ultima battuta del Gasperini è questa: «Agli specialisti di epigrafia etrusca di pronunziarsi!». Con la quale frase il Gasperini ha implicitamente riconosciuto di essersi intromesso nella questione senza una effettiva “competenza specialista nella materia” e quindi arrendendosi e gettando le armi di fronte al contendente.
4) Ma se non aveva alcun diritto di intervenire sulla autenticità di una iscrizione etrusca l’”epigrafista latino” Lidio Gasperini, a molto maggior ragione non ha alcun diritto di intromettersi nella questione l’Usai, dato che egli è un “archeologo” e tra l’archeologia da una parte e l’epigrafia e la connessa glottologia dall’altra esiste un oceano di differenze! Quando pertanto egli definisce me dilettante di lingua ed epigrafia etrusca, non solamente formula questo grave giudizio da “totale incompetente”, ma lo fa anche con molto dubbio senso dell’onestà umana.
5) Potrei anche elencare i meriti che ho acquisito sulla “lingua etrusca, con la pubblicazione di ben 7 (sette) libri su di essa, fra cui il primo e finora unico esistente Dizionario della Lingua Etrusca (di 525 pagine), le conferenze che sono stato chiamato a tenere in varie località della Toscana e del Lazio e le numerose interviste giornalistiche, radiofoniche e televisive che mi sono state fatte; ma se lo facessi dimostrerei di dare importanza e peso al pittoresco personaggio Usai. 
6) Perché l’Usai se l’è presa con me ex abrupto, cioè senza alcuna mia provocazione? Probabilmente per questo episodio. In un convegno di cultori e amanti della civiltà nuragica svoltosi a Paulilatino circa un anno fa, in un suo intervento che doveva essere breve come tutti gli altri, egli si è presentato al pubblico dicendo che avrebbe tenuto una lezione su che cosa sia l’”Archeologia”. Ovviamente egli si è attirato la immediata e forte reazione del pubblico presente, che alla fine non lo ha lasciato neppure parlare. In un mio successivo intervento di risposta alle obiezioni che anche lui aveva fatto alla mia precedente relazione, in cui è arrivato anche ad ironizzare sulla mia “vecchiaia” (ho infatti 87 anni), ho avuto modo di affermare che il pesante giudizio di “incompetenza archeologica” con cui egli aveva bollato tutti i presenti in effetti non toccava me, che sono un linguista e non un archeologo. Però ho stigmatizzato quel giudizio fortemente negativo che l’Usai aveva pronunziato anche rispetto a numerosi presenti, i quali invece avevano ampiamento dimostrato coi loro studi e coi loro scritti di saper esprimere giudizi autorevoli in tema di civiltà nuragica. Ma se è certo che in quella occasione l’Usai ha fatto una figura molto meschina di fronte ad un numeroso ed autorevole pubblico, non se la doveva prendere con me, ma doveva fare il mea culpa per il modo in cui si era infilato nel convegno illudendosi di recitare il ruolo del “maestro”. 
Sì, grazie! Buon divertimento!

Massimo Pittau